Università Cattolica del Sacro Cuore Università Cattolica del Sacro Cuore

Campus di Brescia

Presenza-assenza. Meccanismi dell'istituzionalità nella societas Christiana (secc. IX-XIII) Settimane Internazionali della Mendola. Nuova Serie 7

Convegno

Aula: Sala della Gloria - 

Via Trieste 17, Brescia

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Programma

Possiamo dire che lo scopo primario delle istituzioni sia quello di generare legittimamente forme di presenza fittizia? Mentre le prime Settimane della Mendola avevano prodotto una sorta di anatomia delle istituzioni, considerate nella loro morfologia, con i convegni sulla dimensione spaziale e sulla libertas il focus dell'indagine si è spostato sulla fisiologia dei funzionamenti istituzionali, con un tentativo di indagare sui loro a-priori. Sempre in questa prospettiva la Mendola del 2019 s'interroga sulla coppia presenza-assenza. Attraverso una campionatura significativa si cercherà di capire con quali strumenti le istituzioni cercarono di produrre forme di presenza che prescindessero dalla presenza fisica dei titolari dell'autorità, per ovviare a quelle che nelle fonti medievali sono considerate come le patologie istituzionali generate dalla absentia. Così per esempio l'itineranza di re e imperatori fu la risposta alla absentia regis, indicata a più riprese come la prima causa della crisi dell'ordinamento pubblico. Analogamente l'assenza fisica di un imputato fu considerata un elemento a suo sfavore nel processo. I papi, dal canto loro, integrarono l'itineranza con l'invenzione di legati e delegati che ne sostituissero il corpo, ma che di fatto generavano una presenza fittizia del pontefice in tutto equivalente alla presenza fisica. Il medesimo risultato fu perseguito attraverso la moltiplicazione delle immagini, l'epistolografia, le performances a metà fra il teatro e la liturgia e la documentazione intesa come veicolo della volontà dell'autorità assente. La stessa creazione di un apparato funzionariale disteso sul territorio rispondeva a questa necessità.
Avevano profondi riflessi istituzionali le varie forme di presenza del soprannaturale, come testimonia il fatto che la ristrutturazione del sistema dei simboli dell'istituzione ecclesiastica prendesse le mosse dalla definizione della qualità della presenza del Cristo nell'Eucaristia. Apparizioni, esperienze mistiche e possessioni diaboliche intessevano di continuo la quotidianità, accanto a forme di presenza meno appariscenti, ma considerate non meno efficaci, come la presenza contestuale dei vivi e dei morti testimoniata nelle fonti memoriali e liturgiche, che culminava nel culto delle reliquie e generava reti di comunità oranti lontane nello spazio ma compresenti davanti a Dio. La presenza del soprannaturale si intersecava altresì con la riflessione sulla valenza della vita monastica ed eremitica, i cui cultori erano per definizione assenti dal saeculum, ma necessitavano comunque di giustificare la propria funzione ecclesiale ed essere in qualche modo presenti nella Chiesa e nella società. In quell'ambito la presenza fisica dei carismatici maestri di vita monastica era considerata essenziale, mentre gli ordini religiosi, allo scopo di standardizzare, rendere ripetibile e democratizzare  la vita regolare, introdussero innovazioni organizzative (per esempio i capitoli generali e la visita canonica) accompagnate dalla diffusione sistematica di usi liturgici, culti e norme, che li misero in grado di prescindere dalla presenza dei carismatici, ma generavano ugualmente una istituzionalità presente e pervasiva anche attraverso i processi di Symbolisierung. Occorrerà verificare se, quando e come nei diversi contesti tale processo di riduzione progressiva dell'importanza della presenza fisica a vantaggio della creazione di meccanismi transpersonali capaci di generare presenza fittizia abbia determinato lo specifico dell'istituzionalità medievale.

RELATORI

Maria Pia ALBERZONI, Università Cattolica del Sacro Cuore
Giancarlo ANDENNA, Accademia Nazionale dei Lincei
Paul BERTRAND, Université Catholique de Louvain
Carla BINO, Università Cattolica del Sacro Cuore
Luigi CANETTI, Università degli Studi di Bologna
Guido CARIBONI, Università Cattolica del Sacro Cuore
Mario CONETTI, Università dell'Inbsubria
Nicolangelo D'ACUNTO, Università Cattolica del Sacro Cuore
Cosimo Damiano FONSECA, Accademia Nazionale dei Lincei
Isabella GAGLIARDI, Università degli Studi di Firenze
Knut GORICH, Ludwig-Maximilians-Universität München
Paolo GRESTI, Università Cattolica del Sacro Cuore
Florian HARTMANN, RWTH Aachen University
Jochen JOHRENDT, Bergische Universität Wuppertal
Umberto LONGO, Sapienza Università di Roma
Gert MELVILLE, FOVOG, Dresden
Francesco PANARELLI, Università della Basilicata
Pierantonio PIATTI, Pontificio Comitato di Scienze Storiche
Marco RAININI, Università Cattolica del Sacro Cuore
Jean Marie SANSTERRE, Université libre de Bruxelles
Steven VANDERPUTTEN, Ghent University

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